martedì 5 dicembre 2017

Il polpo


L'altro giorno una mia amica mi ha chiesto perché mai io porti al collo un ciondolo con un polpo. Un po' stupito per la domanda, all'inizio ho voluto raccontarle di simbologie più o meno fantasiose, per poi confessarle che si tratta di un semplice regalo. 
Ciò che non le ho detto, anche perché non credo che infondo sia così interessante saperlo per una persona che ti fa una domanda sulla collanina che indossi, è cosa rappresenti per me questo animale. 
Ebbene, il primo incontro con i polpi risale a quando ero ancora un bambino. Li pescavano mio padre e mio cugino, abilissimi nell'individuarli nel fondale, dove se ne stavano mimetizzati sotto a una pietra, magari con un tentacolo che ne usciva, o, sulla sabbia, fra un gruppetto improvvisato di sassi bianchi con i quali il mollusco aveva costruito la propria tana. 
Quando mi immergevo in mare con loro, a volte li prendevo anche io, dopo che mio padre mi aveva indicato esattamente il punto in cui si trovavano. 
Il polpo è, quindi, anzitutto un ricordo delle lunghe estati passate al mare durante la mia breve infanzia.
Sempre da bambino, lessi qualcosa che riguardava la vita di questi animali e rimasi stupito nell'apprendere ciò che succedeva loro nel periodo della riproduzione. Le femmine che nella lunga attesa della schiusa delle uova, non potendo cacciare sono costrette a nutrirsi dei loro stessi tentacoli per poi morire di stenti una volta nati i piccoli. E i maschi, che pure loro muoiono appena dopo essersi accoppiati. E infine le piovre, che non sono altro che quegli esemplari che non sono mai riusciti a riprodursi e che per questo conducono una vita solitaria negli abissi.
Era un mondo affascinante agli occhi di un bambino, quello dei polpi, quasi mitologico direi, se si pensa al mito come al racconto che può fornire un insegnamento, un valore, un fondamento per la cultura di una persona. 
Sembrerà strano, forse assurdo, considerare un mollusco educativo o pensarlo come un esempio, ma ciascuno di noi si sceglie i maestri che vuole e, soprattutto, alla prima occasione inanella gli insegnamenti gli uni con gli altri fino a comporre la collana che più gli piace. E la mia è una collana di corda con un piccolo polpo che ciondola.
Per me, il polpo non è il simbolo dell'amore passionale o di quello possessivo, avvolgente o coinvolgente, tentacolare. No, semmai per me il polpo rappresenta l'amore altruistico, il sacrificio per il prossimo, e i suoi tentacoli non servono per afferrare e stringere a sé, ma a soffiare ossigeno verso chi si ama. 
Tutto questo fa il polpo e senza alcun clamore, nascosto nell'oscurità di una tana, a volte dietro la coltre di una nube di inchiostro.