venerdì 11 settembre 2015

Il re della fattoria


E' un po' di tempo che lo osservo, questo bambino di quasi cinque anni, al quale il mondo appare alla rovescia. Dice che il latte è freddo quando invece è caldo, fa finta di nulla quando si fa male, non piange e nasconde la ferita, definisce volentieri se stesso brutto o cattivo, a seconda dell'occasione, quando è vero esattamente il contrario. 
E' un dislessico non nella parola, ma nel modo di pensare. Oppure è un tipo semplicemente originale, non ancora normalizzato, che afferma di saper contare soltanto fino a otto, mentre io l'ho sentito molte volte arrivare senza intoppi almeno fino a venti.
Dice spesso: "quando eravamo morti..." e "il giorno che saremo piccoli", senza sapere nulla di teorie che parlano di reincarnazione o di vite precedenti. E io non lo contraddico, perché ne so meno di lui di queste cose e l'unica certezza che possiedo è che, soltanto ad accennare di questi argomenti, si sbaglia come niente.
Mi piace così com'è, il mio figlio più piccolo, che non sa nuotare e che, invece di aver paura delle onde, teme i braccioli, che invece, se li usasse, lo farebbero galleggiare. Ammiro il coraggio con il quale difende il fratello più grande e il suo orgoglio oltre ogni immaginazione. Non puoi contraddirlo se non gradualmente, perché ama ragionare assieme agli altri e, se gli regali un po' del tuo tempo, si sente il bambino più felice del mondo.
Come il giorno in cui siamo andati allo zoo. Non per vedere il leone, ma il toro, l'animale più forte del mondo, "il re della fattoria".

1 commento:

sicampeggia ha detto...

Mi fa piacere sapere del paciocco,già cinque anni e sembra ieri!
E' affascinante, soprattutto per me che ho un figlio solo, constatare quanto due fratelli, benché verosimilmente cresciuti allo stesso modo, possano sviluppare personalità tanto diverse. E rassicurante, anche: come a dire che non tutto ciò che fanno i genitori "determina" automaticamente i figli.

Non entro nel merito di ciò che dici di questo bambino ché tanto anche io trovo più utile lasciar esprimere i bambini piuttosto che indirizzare i loro sentimenti e comportamenti (nel mio caso rischiando seriamente di far loro intraprendere la direzione sbagliata); ma una cosa l'ho notata, non solo in questo post, e adesso mi sbilancio: i tuoi bambini, anche il paciocco che ha solo cinque anni, usano correntemente il concetto di morte. Questa cosa mi colpisce.
Comunque: ben tornato, buona vita e a presto.