martedì 15 ottobre 2013

Un cinque e un quattro


Un cinque e un quattro. 
"Cosa sono quei numeri sul braccio?". 
"Sono i giorni che mancano alle vacanze: ieri cinque, oggi quattro".
Sono anche gli ultimi giorni al centro estivo. Se li è scritti con la penna sulla pelle, soltanto i primi due, poi ha dimenticato di continuare fino al numero uno, fino all'ultimo giorno di scuola, o allo zero, se esiste un giorno zero.
Il tempo passato all'asilo è stato non solo ben accettato ma proprio bello. Un sorriso di soddisfazione ha sempre accompagnato i bambini all'uscita dalle loro classi. E quando al mattino li portavo a scuola, ci lasciavamo senza drammi, soltanto gli occhi seguivano quelli dell'altro fino alla porta. Poi, ciascuno di noi a fare quel che doveva...chissà se il pensiero, ancora per poco, chissà se la memoria, se i ricordi recenti...
Un cinque e un quattro. E il tempo ha interrotto il suo corso. Le vacanze sono arrivate e se ne sono andate, con il loro carico di aspettative e di contraddizioni, in un soffio.
E un anno ancora è iniziato, a settembre, è questo il mese in cui incominciano gli anni per i bambini, non il primo giorno di gennaio o quello del proprio compleanno.
Inizia la scuola e ha inizio un nuovo anno. Adesso il grande fa la prima elementare. Il piccolo invece ha cominciato la scuola materna. Mi sembra siano sereni, in generale, per quanto si possa generalizzare con gli stati d'animo, e per quanto a fondo si possano capire i pensieri degli altri e le loro manifestazioni. Il silenzio mi fa pensare alla calma e alla tranquillità, ma non è vero che il silenzio non abbia voci soltanto perché queste non si sentono. E' indefinibile il silenzio, così come lo sono i bambini: non puoi sapere se sono felici e se stanno bene, perché non lo sai, perché non lo dicono e perché un genitore è sempre preoccupato per loro e vive in uno stato di ansia costante, anche nei momenti migliori. Non puoi saperlo, allo stesso modo nel quale non puoi dire con certezza a chi i figli assomiglino, se alla mamma o al papà, se da adulti saranno magri o grassi e se hanno una predisposizione per l'arte o per lo sport.
Gli anni iniziano e passano con una facilità ogni anno sorprendente. Il mare dove siamo stati questa estate era soltanto apparentemente bello. Sotto la sua superficie non c'erano più pesci. Era un mare impoverito, un deserto blu, d'acqua salata. E poi siamo tornati a Roma, e in pescheria ci sono tutti questi pesci ammassati sul ghiaccio a quintali, i rossi con i rossi, gli azzurri con gli azzurri, i grigi con i grigi, tutti della stessa e identica taglia, lunghezza, larghezza, peso, lucentezza e odore, tutti con la stessa faccia morta distesa su un fianco assieme al resto del corpo e con l'unico occhio visibile che guarda, assieme a migliaia di occhi, in un'unica e sola direzione.
Ecco, le vacanze che terminano e gli anni che ripartono assomigliano a questi pesci catturati dalla rete tutti assieme, nel sonno o mentre andavano chissà dove, in branco. Sono una mano che ti preleva all'improvviso da dove sei e che ti mette lì, nell'unico posto soltanto dove devi stare. 

1 commento:

sicampeggia ha detto...

Ed è passato anche questo tempo in cui non hai scritto.
Bentornato e a presto.
P.S: non stare troppo in ansia per i tuoi figli, anche se non li conosco, scommetto che sono dei bambini felici: hanno te per padre...