mercoledì 21 novembre 2012

Il buon umore


E' una liberazione, il buon umore. Come quando sei sfinito e trovi un letto. I muscoli si rilassano e cominci a sognare.
Siamo qui, in una piazza dove non ci sono automobili. L'aria che respiriamo è fresca e la porta il vento dal mare. Il sole è caldo, il cielo finalmente limpido dopo la pioggia dei giorni scorsi.
I bambini giocano per conto loro e io mi siedo in un angolo a osservarli. I vestiti che indossano sono un po' grandi e ballano quando corrono sul pavé lucido. 
Ora si fermano. Il più grande fa provare il suo arco di legno ad alcuni bambini appena incontrati: è fatto con un ramo di pino e una corda da pacchi. Le frecce invece sono rametti storti e spuntati. Fanno a gara a chi le lancia più lontano, ma Dodokko ha il vantaggio di conoscere bene la sua attrezzatura. Però, la soddisfazione più grande per lui non è vincere, ma dispensare consigli agli amici, tipo "metti la freccia più al centro" oppure "tienila delicatamente fra le dita".
Il piccolo invece ha iniziato a fare la spola fra me e il bar. Desidera che gli compri una fetta di torta. E' goloso e sa bene quel che vuole. Ne morde pezzi che sono più grandi della sua bocca. Il resto cade in terra o si impasta con la saliva. Gli si appiccica al mento formando cristalli giallognoli. Così fa la resina quando cola sulla corteccia degli alberi: ferma il tempo trattenendo tutto ciò che incontra.
Hanno ricominciato a correre, adesso. Dio, come sono cresciuti i miei bambini. 
Sembra soltanto ieri che neanche camminavano. Ancora un giorno come questo e chissà dove saranno.

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