sabato 21 aprile 2012

Dippold l'ottico


Che cosa vedete adesso? 
Globi di rosso, giallo, porpora.
Un momento! E adesso?
Mio padre e mia madre e le mie sorelle.
Sì. E adesso?
Cavalieri in armi, belle donne, visi gentili.
Provate questa.
Un campo di grano - una città.
Benissimo! E adesso?
Una donna giovane e angeli chini su di lei.
Una lente più forte! E adesso?
Molte donne dagli occhi vivi e labbra schiuse.
Provate queste.
Soltanto un bicchiere sul tavolo.
Oh, capisco! Provate questa lente!
Soltanto uno spazio vuoto, non vedo nulla in particolare.
Bene, adesso!
Pini, un lago, un cielo d'estate.
Questa va meglio. E adesso?
Un libro.
Leggetemi una pagina.
Non posso. Gli occhi mi sfuggono al di là della pagina.
Provate questa lente.
Abissi d'aria.
Ottima! E adesso?
Luce, soltanto luce che trasforma il mondo in un giocattolo.
Benissimo, faremo gli occhiali così.

Edgar Lee Masters, Antologia di Spoon River, Einaudi 1943, traduz. di Fernanda Pivano.
(Questa poesia ispirò a Fabrizio De André la canzone Un ottico).

1 commento:

sicampeggia ha detto...

Potendo, "luce, soltanto luce che trasforma il mondo in un giocattolo" sarebbe la mia prima scelta; tuttavia, di questi tempi, anche "cavalieri in armi, belle donne, visi gentili" non mi dispiacerebbero. Ah, si potesse, anche solo per poco...
Ciao Cristiano e grazie per la poesia che distribuisci.