martedì 7 giugno 2011

Inganno

Nelle vesti di un innocuo e insospettabile vecchietto, il galeotto Jafar si offre di aiutare Aladdin a evadere dalla prigione se questi lo aiuterà a prendere la Lampada magica nella caverna della Dea Tigre. Inoltre, se il ragazzo porterà a termine la sua missione, riceverà una ricompensa. Così, Aladdin oltrepassa le fauci dell'animale e, non senza difficoltà, prende la Lampada del Genio. Aiutato da un tappeto volante, risale la scalinata fino alla bocca della grotta e porge l'oggetto magico a Jafar, il quale, mentre lo riceve gli grida, cercando di colpirlo a morte con una pugnalata: "Ecco la tua ricompensa eterna". Per fortuna interviene la scimmietta Abu, la quale, mordendo il braccio del vecchietto, evita al ragazzo di essere accoltellato.
Questa, appena descritta, è la scena preferita da Dodokko del cartone animato Aladdin, appena arrivato a casa nostra assieme all'immancabile libro, e quella sulla quale mio figlio si sofferma maggiormente. "Ecco, Jafar gli dà la ricompensa", mi dice ogni volta che arriviamo a questa sequenza, cercando di spiegarmi (o spiegarsi) che tipo di ricompensa possa mai essere una pugnalata. Allora, tento di fargli capire che l'espressione del vecchietto è sarcastica perché solitamente una ricompensa è una cosa piacevole e non il contrario. "Insomma - gli dico -, Jafar ha ingannato Aladdin, perché da lui voleva soltanto la Lampada e non aveva intenzione di dargli nulla in cambio, nessuna ricompensa".
"Ma allora perché gli ha detto che gli dava una ricompensa? - torna all'attacco mio figlio -. E perché gli dice: 'Ecco la tua ricompensa?'", insiste. E io, per l'ennesima volta: "Perché lo prende in giro, lo ha ingannato". 
Ma è evidente quanto poco la mia spiegazione lo soddisfi: per Dodokko deve esserci una coerenza fra ciò che si dice e quel che si fa, soprattutto se si sottolinea con tanta decisione che ciò che si fa corrisponde a quanto era stato promesso. In ultima analisi, è proprio il concetto di inganno a essergli estraneo: probabilmente alla sua età ancora non sa che si può dire una cosa pensandone un'altra e che possano esistere doppi fini nelle intenzioni degli uomini.

1 commento:

sicampeggia ha detto...

E degli imbarazzantissimi eccessi di sincerità che portano un bambino a dire cose come "ma tu sei un po brutta" alla vecchia amica di famiglia, ne vogliamo parlare?