mercoledì 23 marzo 2011

E lo chiamano disordine

Hai gettato sul letto i tuoi vestiti, alla rinfusa. Quelli sudati con cui hai corso tutto il giorno. E sei andato velocemente di là, ad aprire il libro che ti hanno appena regalato. C'è chi penserebbe subito al disordine. Ma è impazienza la tua. Sei concentrato su te stesso e la tua mente ha spazio per una sola idea alla volta. Un unico pensiero, per un solo istante, anche se spesso rapidamente rimpiazzato da un altro che ti fa dimenticare il primo. 
Un pensiero per volta. Tanti pensieri, ravvicinati e che si autoescludono.
Non è disordine, quello dei bambini, né confusione. Ma concentrazione che, per quanto duri, in quel tempo non può avere occhi per altro. E' il tempo vissuto nella sua pienezza, un dialogo a tu per tu col proprio mondo dove non esistono altri interlocutori.
E' un tempo invidiabile quello dei bambini. E i loro pensieri, anche se non hanno un ordine 'logico', non sono disordinati. Il loro tempo non è prestabilito e non è fatto di scadenze, di 'prima' e di 'dopo': il loro è un tempo sempre presente, nel quale lo ieri e il domani si confondono nell'oggi, nell'istante in cui si compie il loro respiro. 
I bambini non usano la cronologia ed è per questo che il loro è un presente eterno: è per tale motivo che la loro infanzia non cessa mai, grazie soprattutto a un modo di pensare che non pensa che al 'questo e ora', e mai al 'vicino' o al 'poi'. Non esistono le conseguenze nei loro pensieri, né le cause che producono gli effetti. O, se esistono, esse hanno contorni piuttosto sfumati. 
E la nostra età, com'è invece la nostra età? E com'è il nostro tempo senza più sincerità, che ha un piede nel passato e l'altro nel futuro, mentre il presente evapora così rapiditamente? E' un tempo senz'altro più ordinato, fatto di istanti evanescenti e di cui ci rendiamo fin troppo conto mentre scompaiono. 
Un tempo scandito e sbiadito e che vive meglio nella nostra memoria e nelle attese, piuttosto che nell'oggi. 

1 commento:

Nuvole ha detto...

hai fatto caso che, a chi alla nostra età vive IL presente NEL presente, si rimprovera di "vivere alla giornata"? e che si dà molta importanza alla programmazione, alla pianificazione (che a volte sono irrinunciabili), a discapito di un'avventurosa spontaneità?
sarà la cosiddetta maturità, chissà, sta di fatto che secondo me staremmo tutti meglio, se ci dimenticassimo un po' di organizzare tutto (anche i nostri figli).

no? :)