giovedì 9 dicembre 2010

I miei nobili, edificanti principi

"Papà, oggi non ci voglio andare all'asilo", mi dice stamattina Dodokko con voce implorante. E io gli rispondo, poco convinto, che "devi andare, perché impari tante cose e ti diverti...e poi a casa che faresti da solo, dato che mamma e papà vanno anche loro al lavoro?".
"Non ci andare al lavoro!", mi dice mio figlio. "Ma non posso non andare", gli assicuro. "Ma perché devi sempre andare al lavoro?", mi chiede con insistenza. E io, scavalcando ogni nobile principio edificante, gli spiego sinceramente che "ci vado perché in cambio mi danno dei soldi e che quei soldi ci servono per mangiare e per le spese di casa e anche per comprargli i regali".
Ciò che non gli racconto è che io vado a lavorare non perché mi piaccia farlo e nemmeno per qualche succitato nobile principio. Né che ci vado per arricchirmi, ché alla fine del mese non riesco a risparmiare neanche dieci euro! 
Ci vado soltanto per una necessità, che è la stessa della maggior parte della gente: per vivere. E il mio vero arricchimento ce l'ho quando sto con mio figlio. Il mio tempo migliore è quello che resta fra una giornata di lavoro e l'altra. Ed è questo distillato prezioso che dedico a lui, il solo che davvero possa rendermi felice.

3 commenti:

l@nto ha detto...

Caro Cristiano, anche la mia piccola circa un anno fa mi ha fatto le stesse domande, e io ho dato le stesse risposte. ma mi sono resa conto che non è con le parole che gli trasmettiamo l'entusiasmo (o la mancanza di amore) per quel che facciamo. Loro sono piccole spugne, capiscono tutto, anche quello che non capiamo noi. Quindi l'unica è provare a vivere anche il lavoro non solo come un dovere. Belle parole, lo so. Ma, per loro, abbiamo il dovere almeno di provarci. Io l'ho raccontato qui http://lanto.splinder.com/post/21798461#21798461

sicampeggia ha detto...

Penso che la sincerità sia sempre la cosa migliore con i bambini, anche se a piccole dosi; del resto come si sentirebbe tuo figlio se pensasse che preferisci andare al lavoro piuttosto che stare con lui?
Poi è bellissimo che consideri il tempo passato con tuo figlio un arricchimento, non è che questo succeda a tutti i papà e neanche a tutte le mamme. Ciao.

Cristiano Camera ha detto...

Ciao l@anto, purtroppo sempre di meno oggi si può affermare che "al lavoro non si va solo per i soldini, non dovrebbe essere così. Si lavora anche perché è bello, si imparano tante cose nuove, si cresce. E che il lavoro non è solo sacrificio e stanchezza ma anche gioia e soddisfazione".
Purtroppo oggi è già tanto se ce l'hai un lavoro.
E ciao sicampeggia, il mio rapporto con mio figlio l'ho impostato nella sincerità, anche se a volte ciò può essere scomodo. Grazie per aver apprezzato il fatto che io mi arricchisca stando assieme a mio figlio. Sono sicuro che per te sia la stessa cosa.
A presto, Cristiano