domenica 7 novembre 2010

Le colpe dei genitori-non genitori

Venerdì scorso sul Corriere della Sera c'era un bell'articolo di Isabella Bossi Fedrigotti sul tema dell'assenza dei genitori di ragazzine come Noemi, Ruby, Nadia e le altre al centro delle cronache di questi giorni. Sono i genitori-non genitori - così li definisce la giornalista -, gente che ha abbandonato i propri figli, li ha incentivati ad assumere stili di vita inaccettabili, ne ha nascosto le azioni più ignobili e favorito comportamenti senza moralità. Persone che hanno trasmesso ai figli falsi valori e che hanno abdicato al loro ruolo di genitori. Genitori assenti, dunque, o, più semplicemente, non genitori.

Potete leggere l'articolo collegandovi al link di seguito

4 commenti:

sicampeggia ha detto...

Ciao Cristiano, ho letto l'articolo e, per quanto io ci pensi e ci ripensi, non riesco proprio a spiegarmi il comportamento dei genitori di Ruby; per quanto riguarda gli altri comportamenti descritti mi viene in mente che l'essere umano, come tutti gli animali, vive adattandosi al proprio ambiente e spesso questa tendenza naturale viene invocata per giustificare certi "cedimenti" genitoriali: se la società è impregnata di certi disvalori, allora è importante che un figlio sappia comportarsi di conseguenza, in modo da poter sopravvivere.
Tuttavia, quello che ci distingue dagli animali è la capacità di modificare l'ambiente in cui viviamo ma sono pochi i genitori che si prendono l'onere di crescere i propri figli pensandoli davvero come soggetti di una società più evoluta; forse perchè è una grande scommessa e la posta in palio è altissima: pensa a "la guerra di Piero" di De Andrè. Insomma che facciamo? Se educhiamo i nostri figli come se dovessero creare un mondo migliore potremmo negargli gli strumenti per sopravvivere in mondo che magari sarà anche peggio di quello attuale.
Allo stato attuale è davvero una scommessa.
ciao.

Cristiano Camera ha detto...

Ciao, penso che non dobbiamo educare i figli "come se dovessero creare un mondo migliore", né che essi debbano adattarsi a un mondo in decadenza. Bisogna cercare di trasmettere loro i nostri valori (se ne abbiamo), dire loro di prendere le distanze da certe realtà e di fare, un giorno, di testa propria, seguendo cioè quel che ritengono sia il bene (non necessariamente lo stesso bene che abbiamo insegnato loro).

A presto, Cristiano

sicampeggia ha detto...

Ah no, io insisto: per mio figlio vorrei un mondo migliore e vorrei fornirgli gli strumenti necessari a costruirlo così magari suo nipote farà in tempo a viverci. Un mondo che non stia cadendo a pezzi e dove ci sia un senso del bene comune.
Magari sono un'idealista senza arte nè parte ma penso che certe aspettative siano comuni alla maggior parte dei genitori.
Ciao

Mammamsterdam ha detto...

Scusate, ma Ruby mi sembra l'esempio sbagliato, mi pare da quanto ho letto in giro e dall'unica intervista al padre, che lei sia scappata di casa, tratta da aguzzino un padre che forse avrebbe voluto che andasse a scuola e gli desse retta e a intervista il padre definisce tutto quanto 'una vergogna'.

Che il padre emigrato che si fa lo straculo a due lire per fare un mestiere onesto non sia il modello ideale per un'adolescente in piena ribellione e in cerca di bella vita, ci arrivo pure io a capirlo. Chiedersi cosa faremmo noi al suo posto già mi pare una domanda più difficile.

E che la Fedrigotti per amore di articolo faccia di tutta l'erba un fascio è una sua responsabilità di opinionista. Ai giornalisti a scuola gli insegnano a controllarli i fatti, prima di costruirci tesi.

Augh ho detto. Resta il fatto che una minorenne allo sfascio è un'impresa troppo grande per dei genitori e ci vorrebbero le istituzioni per questo. Se poi le istituzioni preferiscono scoparsele e sfruttarle, questo e un altro discorso 9e sono i nostri figli che ci devono crescere in un paese così, il che mi preoccupa).