lunedì 19 luglio 2010

Figli come opere d'arte

Una premessa, anzitutto: non sono un critico letterario, quindi, ciò che dirò del libro di Tiziano Scarpa, Le cose fondamentali, che ho appena finito di leggere, riguarda il mio gusto personale e, soprattutto, ciò che penso della letteratura e dell'arte in generale. Cioè che essa deve essere espressione (in bella forma) dei nostri pensieri.
Tengo a fare questa precisazione perché, appena chiuso il volume, ho fatto una ricerca sul web per trovare qualche recensione del libro e molti commenti che ho letto sono semplicemente negativi. Eppure, a me il libro è piaciuto...ma può anche darsi il caso che io non l'abbia capito, dato che mi pare di trovarmi in minoranza.

Ma veniamo alla sostanza: soprattutto mi è piaciuta, perché la condivido appieno e perché mi ha dato lo spunto per una serie di riflessioni, l'espressione dell'antagonista, nel racconto di Scarpa, secondo cui "i figli sono (devono essere) come delle opere d'arte". E' facile fare dei figli, molto più semplice che adottarli: non è richiesto alcun certificato medico ai genitori, nessuna analisi psicoanalitica, nessuna dichiarazione dei redditi, nessun tipo di conto in banca e nessuna storia familiare particolare.
Più difficile, molto più difficile è allevarli in modo 'giusto', perché divengano uomini e donne senza particolari problemi: 'normali', perché no: è questa la parola giusta. Ossia, un po' come tutti i loro coetanei, senza troppe stranezze o differenze, fatte salve le peculiarità che distinguono ciascuno di noi come individui.
Allora torniamo alla storia dei figli 'come opere d'arte' e del tentativo che i genitori dovrebbero fare per realizzare questi monumenti viventi. Una prova che inizia nel momento in cui essi incominciano ad amare i propri figli e valida anche se a un certo punto il padre dovesse accorgersi che quel bambino, proprio quello lì non è il suo figlio naturale. A questo punto, non fa e non può fare differenza se ha iniziato ad amare e ad allevare quel piccolo. Ormai è tardi e il senso di responsabilità nei confronti di quella creatura cresce giorno dopo giorno.
E giorno dopo giorno, di anno in anno, amare e incoraggiare, correggere e sostenere, indicare e guidare, ridere e piangere mentre la vita passa, significa dar forma a un pensiero e costruire un'opera d'arte che ci sopravviverà e in cui noi stessi, da genitori, in qualche modo continueremo a essere ospitati.

Nessun commento: