giovedì 10 giugno 2010

Il padre di oggi e di ieri

Le esperienze hanno bisogno di tempo per sedimentarsi, per entrare nella coscienza e richiamare i ricordi. Per fortuna: significa che un po' il presente viene vissuto. Se così non fosse, ogni situazione ci coinvolgerebbe solo in parte: un 50 per cento della nostra attenzione sarebbe rivolta a queste e il restante 50 per cento ai ricordi.

Ieri è stato il giorno della prima gita scolastica di Dodokko, per vedere gli animali in una fattoria a una ventina di chilometri da casa. L'appuntamento alle 8,30 spaccate di fronte all'ingresso dell'asilo, con la raccomandazione, rispettata, della massima puntualità e di avergli fatto fare colazione con pochi liquidi e una conseguente levataccia straordinaria. Due pullman verdi fuori dal cancello, uno di dimensioni normali e l'altro più piccolo, ad attendere i bambini. Gli scolari sono usciti in fila indiana, le mani poggiate sulle spalle di chi precede, e si sono diretti verso i bus. Sorridenti e felici per la novità di un viaggio tutti insieme.
Ciò che ho potuto vedere si limita a questo, alla fase della partenza. Il resto, quel poco che ho saputo della gita, l'ho appreso direttamente da mio figlio. Un racconto molto sintetico e vago, dal quale ho potuto trarre la conclusione che Dodokko ha visto una gallina e una mucca e ha mangiato cioccolata e un panino con il prosciutto.

Stamattina, a 24 ore di distanza, i ricordi: la mia (prima?) gita scolastica, in settimana bianca. Mio padre ad accompagnare me davanti a scuola quel giorno d'inverno di 29 anni fa. Quella volta era lui a stare fuori dal pullman mentre io ero dentro, assieme alla mia classe della V elementare. Chissà cosa provavo io, allora? Forse ero distratto dai miei compagni ed ero allegro come Dodokko.
Di certo oggi so di più cosa sentisse mio padre: una leggera e normale preoccupazione, ma anche una buona dose di soddisfazione per il figlio che per la prima volta va da qualche parte senza i genitori.

Se è vero che il presente, nel momento in cui me lo sono ritrovato davanti, sia quando ero un bambino che ieri, l'ho vissuto al 100 per cento, è la rielaborazione del passato che si spezzetta in una miriade di parallelismi, di ricordi che richiamano altri ricordi, di collegamenti di ogni sorta.
Ciò che banalmente è capitato ieri si è fuso con quel che è successo 29 anni fa, si è scomposto di nuovo per riunificarsi per l'ennesima volta in una sola parola: paternità. Dove il padre di oggi e quello di ieri sono la stessa persona, esattamente come i loro rispettivi figli.

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