venerdì 19 febbraio 2010

Il filosofo


Ieri sera Dodokko e io guardiamo un libro con le figure degli animali
Perché la gazzella corre?
Perché se non lo fa il ghepardo la prende
E perché vuole prenderla?
Per mangiarla
E perché vuole mangiarla?
Perché ha fame
Ma perché la gazzella non si ferma?
Dimmelo tu perché
Perché la gazzella è la gazzella
Bravo
E ora vuoi sapere perché il ghepardo continua a inseguirla?
Perché è il ghepardo
Bravissimo

Se ti inseguisse un ghepardo
e tu fossi la gazzella
ti fermeresti?
No
Perché?
Perché sono un bambino
E' vero sei un bambino
Ma i ghepardi non mangiano i bambini
No
Perché sono bambini?

E mangiano le gazzelle?
Le gazzelle sì
Ma perché non si fermano?
Perché altrimenti non sarebbero più gazzelle (2010)

2 commenti:

desian ha detto...

conversazione notevole: un modo sempre valido di rapporto padre-figli. Ancestrale, quasi, anche se mediato dalla tecnologia di un libro... :-)

Cristiano Camera ha detto...

Caro Desian, in effetti, la conversazione stava per prendere una piega notevole quando ieri mio figlio mi ha chiesto: "Ma perché la
gazzella non si ferma?". La risposta giusta sarebbe dovuta essere: "Perché se lo fa muore". Questa spiegazione avrebbe comportato una serie di implicazioni troppo pesanti per un bimbo di neanche tre anni.
Per fortuna il dialogo è diventato improvvisamente tautologico...e vero, quanto è vero che la gazzella è la gazzella e che il ghepardo è il ghepardo.
E poi è emersa soprattutto un'altra verità, ancora più vera della frase "la gazzella è la gazzella". Ossia, la verità legata alla funzione naturale. Quella della gazzella è di scappare e quella del ghepardo di inseguire. Se il ghepardo non inseguisse più non sarebbe più un ghepardo (oltre tutto perchè morirebbe di fame). Mentre, se la gazzella non fuggisse più non sarebbe più una gazzella (probabilmente è gia morta, ossia è diventata un pasto).
In realtà - mi rendo conto ora - la conversazione non stava per prendere una piega notevole, l'ha presa...
A presto, Cristiano