giovedì 12 novembre 2009

Il doppio mal di schiena

Ci sono mal di schiena e mal di schiena. Ci sono quelli che non ti fanno proprio muovere e altri che ti fanno camminare chino per una settimana, come mi è successo la scorsa estate. Ora però non voglio andare tanto indietro nel tempo, ma raccontare un mal di schiena atipico che si chiama 'doppio mal di schiena', quello di ieri: doppio, appunto, perchè avvertito da Dodokko e da me contemporaneamente.
Dunque, ieri mi sono svegliato con un medio-forte dolore alla regione lombare e per tenermi in piedi mi sono aiutato con una compressa di paracetamolo, così ho potuto accompagnare Dodokko all''asilo dell'obbligo' camminando in posizione semieretta. Usciti di casa, ci dirigiamo verso il mare, da dove passiamo sempre prima di andare a scuola. Appena svoltato l'angolo però, mio figlio mi chiede: "Mi prendi in braccio, papà?". Io gli rispondo che quella mattina non ce la faccio proprio e gli spiego anche il motivo: "Mi fa male la schiena", gli dico. Allora Dodokko assume un aria pensosa e, mentre riflette, fa ancora una cinquantina di metri prima di decidere di tornare nuovamente all'attacco con una trovata a dir poco geniale. Infatti, gira la frittata e annuncia: "Mi fa male la schiena, papà. Mi prendi in braccio?".
Mentre profferisce queste parole, non riesco a non immaginare mio figlio che pensa: "Adesso vediamo quali delle due schiene conta di più!". Ma intanto non mi lascio ingannare e con fermezza gli dico che è la mia schiena a far male, non la sua. Ma lui non si da per vinto e ribadisce senza esitare il concetto: "Mi fa male la schiena. Mi prendi in braccio?". E, mentre lo fa, dentro di me rielaboro velocemente la situazione, mi rendo conto della trovata geniale che sempre mentalmente non esito a definire "sofistica", e giungo a proporre a Dodokko il compromesso del giorno, che per fortuna accetta: andrà a piedi fino al mare e poi dalla spiaggia all'asilo lo porterò in braccio. Tanto, mi dico, ho preso il paracetamolo e poi il mal di schiena è soltanto medio-forte, seppure doppio.

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