giovedì 1 ottobre 2009

Il pesce fa bene ai bambini

Appena tornato dal lavoro, ieri sera ho tolto dal freezer tre hamburger per la cena. Eccoli scongelati che arriva a casa mia moglie con due buste della spesa piene che subito mi hanno insospettito. "Non ho resistito - esordisce - sono passata in pescheria è comprato qualche pesce per la cena". Le faccio notare che "ho scongelato la carne e che ormai è troppo tardi per rimetterla in frigorifero e che è tardi anche per preparare il pesce". "Allora - fa lei, rassegnata e un po' triste - lo mangeremo domani". A cena, dunque, hamburger.
L'indomani, allora, ovvero stamattina e la 'gestione' del pesce da parte del mammo: non ridano i maliziosi, ma occuparsi del pesce non è impresa da poco. La gestione dell'alimento che 'fa bene a grandi e piccini' consta di tre momenti fondamentali per affrontare i quali il fisico deve essere ben allenato. 1) L'acquisto: l'occhio del pesce e dell'acquirente devono essere vigili nella fase della scelta e il portafogli del cliente gonfio almento quanto la pancia della povera bestiola; 2) La preparazione: si deve avere uno stomaco forte a preparato di fronte allo svuotamento di stomaci altrui e soprattutto non perdere la propria testa nel corso della decapitazione, con il sangue che schizza a destra e a manca; 3) La cottura: il naso del cuoco deve essere munito di filtri altrettanto ottimali di quelli presenti nella cappa d'aspirazione. Se il pesce verrà fritto, prepararsi a macchiarsi d'olio, a ustionarsi con moderazione, a schizzare su fornelli e piastrelle. Se cotto in qualsiasi altro modo, l'odore vi perseguiterà per tutto il giorno, perchè avrà intriso per sempre capelli e vestiti, oltre a pentole e cucchiai.
In realtà c'è anche un quarto punto e consiste nel moltiplicare i momenti 2 e 3 per la quantità di pesce acquistata: e in questo mia moglie ha un talento più unico che raro. Per lei "qualche pesce per la cena" in questione significa: mezzo chilo di triglie, un chilo di alici, una passerella di mare, un merluzzo di taglia media, mezzo chilo di naselli, mezzo chilo di totani, e mezzo chilo di mazzancolle: il tutto per due adulti e un bambino! E se le si fa osservare che la spesa è un po' troppa, lei sentenzia che "mangeremo quello che ci va subito e il resto nei prossimi giorni". Sbigottito, a sentenza ormai emanata, il mammo aggiunge inutilmente che "il pesce non può essere conservato troppo a lungo e che si deve mangiare al più presto"...ma le sue parole già si perdono nel vento.
Stamattina alle 6,30, dunque, preso dall'ansia nata dalla sera prima, il mammo si è occupato prima di andare a lavorare del punto 2 della gestione del pesce: la preparazione e la pulizia delle diverse specie ittiche, esempio di biodiversità ancora presente (ma se mia moglie continua così ancora per molto poco!) nei nostri mari. Confortato dall'idea che il fosforo presente nel pesce fa bene al cervello di nostro figlio, ignorando volutamente invece che il mercurio presente (speriamo in minima concentrazione) è tossico, il mammo ha lavorato alacremente per un'oretta sperando che il figlio non si svegliasse presto come al solito e chiamasse il papà per essere portato in bagno a far pipì mentre le sue mani erano avvolte da una mistura di sangue, budella e squame. Per fortuna è andata bene, il bimbo si è svegliato a lavoro concluso, il mammo è andato al lavoro e non vede l'ora di tornare stasera per terminare il vero lavoro con la parte 3 della gestione del pesce, ovviamente moltiplicata per il punto 4.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Anche mio marito fa così: lui compra, pulisce e prepara il pesce. Ogni tanto vorrei occuparmene io, ma lui è così orgoglioso di nutrire la famigliola con il prezioso fosforo!! Così io mi occupo di carne, uova, verdura ecc: cose più semplici.
Simona

Anonimo ha detto...

complimenti vivissimi per la simpatica descrizione della scenetta relativa all'arrivo della moglie con il pesce. Le persone che hanno letto il racconto penseranno che la moglie è una sfruttatrice e compra veramente pesce in quantità industriali per la sua famiglia.In realtà l'adorabile mogliettina non ha fatto altro che comprare una quantità di pesce giusta per 3 persone magari da consumare in 2 volte (1 pranzo e 1 cena), visto che non può andare in pescheria tutti i giorni essendo una mamma lavoratrice e non pretende certo che il marito lo pulisca lui per forza, anzi non gli chiede proprio niente !

Inoltre le persone non sanno che il mammo, ogni volta che la moglie torna a casa con un po' di spesa,di qualunque tipo essa sia, storce subito il naso e criticando l'acquisto appena fatto, esclama ad alta voce (per non dire urlando)soprattutto del pesce (acquistato specialmente per il bambino) " ADESSO TE LO PULISCI E TE LO CUCINI TU ! Concludoo dicendo che Se fosse per il mammo, la spesa dovrebbe essere fatta con il contagocce, per lui non manca mai nulla in casa !

Firmato: La mogliettina adorata del mammo

Francesca ha detto...

Il pesce fa molto bene ai bambini e meno ai papà

Anonimo ha detto...

Un suggerimento spassionato: le orate greche d'allevamento costano poco e sono buone fatte nel cartoccio d'alluminio in forno. E non c'è nulla di male nel lasciartele pulire da chi te le vende, caro mammo ossessivo. (Ma per chi ama la sofferenza auto-inflitta, the easy way is not an option.)

Anonimo ha detto...

come al solito le donne non accettano le critiche per il loro senzo ,ormai perso,del focolaio.poi se la moglie mente spudoramente